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10 dicembre 2009

ANCORA QUALCHE LIBRO E QUALCHE BURATTINO

Ve lo dicevo che questo è periodo di letture e accanto alle letture faccio anche dei laboratori.
Una delle ultime narrazioni per bambini della scuola primaria, sempre con il KAMISHIBAI, che è ormai diventato mio compagno di letture, è stata IL MOSTRO SPAZZATURA, che così fa un po' paura ma invece fa molto ridere, è una narrazione sul riciclo, sullo smaltimento rifiuti ma in chiave ironica, infatti è tratta dai libri di Staino che vedono come protagonista questo moderno eroe dell'ambiente Pecciolo, i titoli sono 

Pecciolo, contro Talquale, il mostro spazzatura 


Pecciolo e Talquale e una bandiera per l'ambiente

Sono entrambe delle favole sull'ecologia educativa e divertente. Il primo libro nasce dall'esperienza del comune di Peccioli, paese tra Pisa e Volterra, dove ha sede un moderno impianto di smaltimento rifiuti all'avanguardia dal punto di vista ambientale. il secondo libro anch'esso prende spunto da una realtà vera infatti La Bandiera arancione è il marchio di qualità turistico ambientale del Touring Club Italiano, è destinato alle piccole località 

che si distinguono per un'offerta di eccellenza e un'accoglienza di qualità. 


Al termine della lettura ogni bambino ha costruito un burattino calz

ino, con un calzino portato da casa, da riciclo. Al calzino i bambini hanno applicato capelli, occhi, nasi, lingue e quant'altro la fantasia li ispirava.

 Con tutti i calzini spaiati che ci ritroviamo in casa questo è un modo divertente per riciclarli.


2 dicembre 2009

FIABE DAL MONDO e burattino a dito



Come raccontavo nei post scorsi, questo per me è un periodo molto intenso di narrazioni nelle biblioteche. Vi voglio raccontare la narrazione che ho fatto ieri mattina.
Io abito a Bergamo e la biblioteca in cui ho fatto la lettura era in un posto lontanissimo, sul lago di Iseo ma dalla parte di Brescia, quindi quasi un'ora e mezza di macchina in posti in cui non ero mai stata, ho fatto delle gallerie lunghissime, anche un po' angoscianti e poi quando ho visto finalmente  l'indicazione del paese in cui dovevo arrivare, e sembra
va ormai fatta, mi sono imbattuta in una quarto d'ora di curve e tornanti, al di là del fatto che sono una schiappa nel guidare ce l'ho fatta e devo dire che il paesaggio era veramente spettacolare, molto ma molto suggestivo.

immagine reperita dal sito il reporter raccontare oltre il confine

Arrivo quindi in questo minuscolo paesino dove sembra che le macchine non esistano 
dove si respira un'aria veramente pulita e sana. 
L'unico neo non ho trovato neanche un bar in cui fare colazione, uff!!! 
avevo proprio bisogno di un caffè e di un cornetto.
Comunque arrivo in questa piccola biblioteca, mi aspettano dei bambini molto 
vispi e interessati.
Faccio la mia narrazione con l'ausilio del KAMISHIBAI che avevo scoperto 
grazie a un post di Claudia della Casa nella Prateria.

Mentre racconto le storie che arrivano da altre culture faccio vedere ai bambini 
i disegni di queste sotrie attraverso il KAMISHIBAI,i bambini rimangono rapiti e affascinati.

Per la narrazione ho usato una storia cinese esattamente La cenerentola cinese, 
forse addirittura la prima cenerentola esistita nei racconti.
Poi siamo passati in Africa esattamente in Nigeria con una storia ambientata 
nel mondo animale LA TARTARUGA INGRATA, devo dire che la durezza e la crudeltà 
della tartaruga ha colpito molto i bambini, qualcuno ha manifestato anche paura.
La terza storia arrivava dal Perù, Il SALE E LO ZUCCHERO, una storia molto interessante 
perchè la protagonista è una bambina, una femmina ed è lei che affronta le avventure 
che di solito nelle storie europee sono affrontate sempre dai maschi. 
Questo l'hanno notato anche i bambini.
L'ultima storia invece è una storia molto divertente dell'Albania 
LA VECCHIA CHE INGANNO' LA MORTE, molto sagace e ironica. 
La narrazione si è quindi conclusa con un po' di risate. 
Ma l'incontro non è finito, alla narrazione è seguito il laboratorio
di costruzione di un burattino multiculturale. 
In Perù i bambini giocano con dei burattini da dita di lana,
molto belli che vendono anche in italia attraverso il circuito del commercio equo,
non potevo chiedere ai bambini di mettersi a cucire così ho fatto costruire dei burattini da dita
in carotncino che raffiguravano degli animali.


Ne avevo preparato egli esempi a casa che hanno
hanno subito affascinato anche lo gnomo e quindi un paio sono finiti tra i suoi burattini.

Quando faccio queste narrazioni e mi capita d'incontrare gruppi di bambini così interessati e coinvolti, 
con tanta voglia di sentire le storie, di fare domande mi sembra proprio 
che il mio lavoro serva a qualcosa.
Mi rendo conto che i bambini aspettano soltanto che qualcuno legga per loro e 
se è un adulto a farlo ciò li in voglia a diventare lettori loro stessi...
non smettiamo di leggere ai nostri bambini


1 novembre 2009

di nuovo bibliotecaria


Chi ha seguito le scorse puntate sa che da una settimana ho ricominciato a lavorare in biblioteca e a grande richiesta ecco il resoconto di questa nuovo inizio...
Come dire ne avevo voglia, mi piace lavorare in biblioteca, stare in mezzo ai libri, sentirne il profumo, ma la cosa bella di questa biblioteca è che si tratta di una biblioteca scolastica e quindi è piena zeppa di libri per bambini e ragazzi da 0 a 14 anni e per chi ha imparato a conoscermi sa che è il mio mondo. 
Poi sono l'unica bibliotecaria e ciò implica che devo gestire tutto, fare gli acquisti, organizzare le attività, insomma è la mia casa. 
Sono gasatissima, è una biblioteca un po' sui generis nel senso che negli anni passati si sono organizzati corsi non strettamente legati alla lettura, cineforum per bambini, ma credo che un po' di elasticità non guasti. Ruberò idee dalle super mamme per consigli su laboratori interessanti da proporre, di sicuro il libro pop-up, ma accetto consigli... Soprattutto laboratori da proporre a ragazze da 12 a 15 anni che frequentano spesso la biblioteca ma non so bene cosa fargli fare.
Ovviamente farò incontri di narrazione con tutte le classi delle materne, già sperimentate, ma cosa nuova dovrò organizzare un torneo di lettura.
Insomma ci sarà da lavorare e non mi annoierò di certo.
Dimenticavo la realizzazione di una mostra sul giocattolo creativo, in cui io dovrò fare la guida e anche i laboratori e perciò farò una formazione apposta pagata dalla biblio.
Non vedo l'ora...

insomma l'unico neo riguarda lo gnomo: lo porto al nido il più tardi possibile alle 9.30 sta lì fino alle 16.30 e poi con i nonni fino alle 19 quando io rientro, questo 3 pomeriggi a settimana, un pomeriggio andrà il babbo a prenderlo, mentre l'unico pomeriggio che sono a casa lo vado a prendere all'1 così passiamo un po' di tempo insieme.
Sta settimana l'ho visto un po' provato e allora venerdì l'ho tenuto a casa approfittando che i nonni venissero a prenderlo prima, ma non potrà essere così sempre anche perchè a novembre al mattino avrò un po' di narrazioni in altre biblioteche e da gennaio inizio i laboratori teatrali che avevo deciso di tenere alle materne. 
Ogni tanto gli farò bigiare il nido così da poter stare un po' di più insieme, ma l'obiettivo e modificare l'orario della biblio, spostando un pomeriggio al sabato mattina spero di riuscirci anche se ora è troppo presto per avanzare richieste.
Lo gnomo ne sarà penalizzato ma spero che non soffra troppo, soprattutto sentendo che la sua mamma è soddisfatta  e speriamo di continuare ad esserlo.
buona settimana a tutte

20 ottobre 2009

SOPRAVVIVERE A UNA SETTIMANA COSì

E' stata una settimana tremenda e anche questa è cominciata male.
Sono molto stanca emotivamente, sembro forte ma in realtà la faccia tosta, il pelo sullo stomaco che ha la gente, l'egoismo di alcune persone mi destabilizzano sempre.
Non sa bene da che parte cominciare.
Premetto che la colpa è un po' anche mia, ma errori fatti in buona fede.
una scuola mi contatta per fare 2 laboratori: io do la mia disponibilità, scrivo i progetti, scelgo le letture da far fare, scrivo anche i copioni, cosa che in realtà di solito faccio cono i ragazzi, ma qui mi viene chiesto di farlo prima. Mi si dice che in realtà dovrei partecipare a un bando ma che di sicuro vincerò. Intanto salta fuori tutta quella storia delle biblioteche e allora io cerco un'attrice valida per eventualmente fare il mio lavoro per non lasciare nei guai la scuola. Poi sfuma la questione biblioteca e io informo l'attrice che non potrà farli al posto mio ma comunque di partecipare al bando che non si sa mai (qui sta l'errore non avrei dovuto dirglielo). Intanto in un'altra scuola mi cancellano 2 laboratori per mancanza di fondi e così i lavori diminuiscono notevolmente.
L'attrice partecipa al bando ma chiede una cifra inferiore alla mia, pur sapendo qual era il mio prezzo. Questa cosa manda in crisi la scuola, ricevo di continuo telefonata dalla prof che mi dici perchè cavolo ho coinvolto la tipa, che mi vuole fregare perchè ha chiesto meno di me, adesso loro sono in difficoltà. (nel bando non c'è scritto che vince chi chiede meno, c'è scritto che l'assegnazione è fatta ad insindacabile giudizio della commissione) il progetto l'ho scritto io, quindi dico all'insegnante che il criterio è che il mio progetto è più rispondente al bando. L'attrice in questione mi dice che se anche dovesse vincere lei rifiuterebbe perchè sa che ci ho già lavorato sopra, quindi spetta di diritto a me.
Non vi dico le paranoie di sti giorni, un po' penso che l'ha fatto apposta, un po' penso che invece non ci ha proprio pensato perchè credeva che la scuola scegliesse me a prescindere dai costi (anch'io lo pensavo, la differenza tra me e lei sul totale è di 100 euro).
Lunedì responso: hanno deciso di assegnare un laboratorio a me ed uno a lei, motivo? boh solo dopo la prof mi ha confessato che avevano paura che quell'attrice facesse riscorso, quindi l'hanno voluta tenere buona.
A me girano le palle in una maniera allucinate, e mi viene voglia di mandare tutti a quel paese. L'attrice mi chiama e mi dice che se a me non fa niente lei preferisce non rifiutare il laboratorio, io le dico che a me fa, ma che certo non posso obbligarla a rifiutare, quindi facesse quello che vuole, lei mi dice ma me l'hai detto tu di partecipare (lo so che sono io la scema), io le dico che non pensavo che chiedesse meno di me. Insomma tutto così: non vuole rifiutare. Dopo un'ora da questo casino mi chiama la cooperativa delle biblioteche e mi chiede se sono disponibile a lavorare da settimana prossima in una biblioteca che non è tanto vicina, non sono tante ore, ma poi se ci sarà la possibilità mi sposteranno più vicino.
Ovviamente lo leggo come un segno del destino ed accetto, decisa a mandare a quel paese tutti i laboratori e sto lavoro del cavolo, che mi farà stare di più con lo gnomo, che mi darà tanto tempo libero ma anche tante paranoie. Quindi accetto felice.
Chiamo la prof per dirle che rifiuto il laboratorio, lei s'incazza come una iena, mi insulta dicendo che sono infantile, poco professionale, che non si molla così all'ultimo minuto, che domani avrei dovuto iniziare (non si può fare un bando che scade il venerdì, il lunedì ti danno i risultati e il martedì devi iniziare? non mi sembra umano)
Mi dice che sono segnata che non lavorerò mai più con loro e con tutto il comune di bergamo (addirittura e chi è lei il sindaco, ma anche se fosse... manco avessi rubato... ho rifiutato un bando, non ho neanche firmato un contratto!)
Che secondo lei è una ripicca, che mi hanno fatto vincere questo progetto per farmi un favore (ma chi gliela chiesto? e poi il progetto l'ho scritto io, l'ho strutturato io a gratis fra l'altro)
Cerco di spiegarle che tra un lavoro da due mesi e uno di due anni preferisco l'ultimo, e lei si incazza ancora di più (gli statali non hanno proprio idea di cosa voglia dire essere precari e non lavorare per 4 mesi di fila)
Continua a insultarmi: se ti prendi un impegno devi portarlo a termine (un impegno verbale, e anche loro si erano impegnati verbalmente a darmi più lavoro, ed invece)
Insomma è finita spero... da lunedì inizio in biblioteca e ne sono molto felice, torno a lavorare con la cooperativa che se anche per due anni ho rifiutato ogni incarico a continuato a cerarmi, a tenermi in considerazione, ha aspettato che io fossi pronta, che mi ha dato una mano sulle pratiche della maternità, che quando sarei dovuta rientrare, e una settimana prima li ho avvisati che non me la sentivo di lasciare il bambino ancora piccolo tutte quelle ore tra nido e nonni, hanno capito e hanno aspettato.
Insomma non sono proprio tutti individualisti, c'è anche in giro chi guarda oltre di sè, chi ti considera una persona e non uno strumento di lavoro, non una macchina. Nella scuola che dovrebbe esserci più umanità alle volte manca.
In pratica all'attrice sono andati tutti i laboratori e quindi la scuola non è rimasta scoperta, la prof deve fare solo lo sforzo di spiegare a questa cosa deve fare e riprogrammare un calendario non mi sembra la fine del mondo poi...
Oggi mi sento meglio e anche scrivere questo post che mi permette di mettere i fatti in fila e mi aiuta ad analizzarli direi che mi fa stare meglio.

13 ottobre 2009

quando il destino decide per te

Per 2 settimane valuti la scelta giusta, la prendi, ti convinci che quella sia la scelta migliore, entri nell'ottica che tornare a fare la bibliotecaria sia il lavoro giusto per te, vai anche a un convegno per bibliotecari, insomma ti senti ormai una bibliotecaria, accantoni i tuoi progetti, i tuoi laboratori, anche se una vocina ti dice di non chiudere le porte al teatro, alle scuole di lasciarle in forse, di prendere tempo e farle aspettare.
E infatti oggi la notizia: la cooperativa non ha vinto l'appalto, pare che abbiano preferito affidare l'incarico a una cooperativa che non si occupa di biblioteche ma che è presieduta dal parente di non si sa chi del comune, insomma la solita storia. Per inciso non era sicuro che la mia cooperativa vincesse, anche se sono i più professionisti della zona, anche se è una cooperativa che si occupa solo di biblioteche, anche se ha dei prezzi competitivi che non fa pesare sui lavoratori.
E' andata così, né io né la cooperativa ce lo aspettavamo. 
Adesso devo riprendere in mano tutto, ho la fortuna di avere quest'anno molti laboratori più dell'anno scorso. Ma l'idea di dover lavorare su 6 scuole diverse non è che mi alletti molto, fra l'altro geograficamente parlando molto distanti fra loro.
Il destino ha scelto che io continuassi a fare l'educatrice teatrale, che lavori come un mulo da ottobre a maggio. Che da giugno a settembre faccia vacanza senza percepire nessuno stipendio. Che dalle 16.30 sia quasi sempre libera di stare con lo gnomo, anche se fino alle 16.30 mi tocca di vagare come una trottola nella provincia bergamasca o di stare a casa a scrivere copioni, a preparare lezioni, a scegliere musiche per 10 classi diverse dalla scuola dell'infanzia alla secondaria. Divertente direte voi, anch'io lo dico ma anche molto molto stancante... Ora sono in premestruo e non sono proprio ottimista...
Ha i suoi vantaggi ma anche degli svantaggi, vedremo come andrà quest'anno.
In bocca al lupo a me 

25 settembre 2009

DILEMMA LAVORO

mi è arrivata fresca fresca un'offerta di lavoro in una biblioteca, per una cooperativa per cui ho già lavorato e con cui mi trovavo molto bene.
Il punto è che faccio accetto?
Da quando è nato lo gnomo mi ero inventata questo lavoro da libera professionista come educatrice teatrale e narratrice che mi gratifica molto ma non a livello economico, ma mi lascia molto tempo da dedicare allo gnomo.
Facciamo la classica lista dei pro e dei contro del lavoro in biblioteca.
Pro
Orario fisso
stipendio fisso
sicurezza per i prossimi 2 anni
lavoro che ho già fatto 
mi piace
vicino casa
potrei continuare a fare le narrazioni

Contro
lavorerei 3/4 pomeriggi a settimane(oltre 4 mattine)
lo gnomo andrebbe di più al nido
un solo pomeriggio con lo gnomo
dovrei disdire tutti i laboratori già fissati


Insomma diciamo che i contro riguardano lo gnomo. 
Ne ho parlato con una mia amica che è anche educatrice e dice che sarà più difficile per me che lo gnomo stia con i nonni che per lui starci.
E forse anche questo è vero!
Io intanto sto contrattando con il babbo che nel caso fossero 4 i pomeriggi in cui lavorerei 1 dovrebbe andare lui a prenderlo. 
Facciamo i figli e poi li lasciamo ai nonni, al nido ecc... oppure anche noi mamme siamo donne e abbiamo il diritto di lavorare come gli uomini?
Non so cosa è giusto però a me piace che il mio gnomo vada al nido fino all'una, mi piace andarlo a prendere io in bici e tutta rilassata, passare i pomeriggi con lui al parco, in biblioteca o a casa a giocare.
Non so ancora se accettare ma ci sto facendo più di un pensiero.


29 agosto 2009

OGGI VOGLIO UN UFFICIO


Non solo oggi, ma diciamo che oggi di più...
E' vero che lavoro fuori casa in parte, ma in parte tanta parte, lavoro in casa, che vuol dire:
la scrivania della cameretta dello gnomo, uno scaffale sempre in cameretta; scatole zeppe di oggetti, stoffe, colori, rotoli di carta igienica, tutto il necessario per i laboratori sono accampati un po' nel ripostiglio in terra così che non ci si passa più, un po' nel garage, un po' sempre in cameretta; i libri che uso per le letture, per gli spettacoli, per i laboratori, insomma libri che non metti via e poi non usi più, insieme a faldoni dai vari contenuti sono un po' in una mensola in cameretta e un po' in sala nel mobile TV. Insomma sono una zingara in casa mia.

Le mie richieste al babbo sono: prendiamo una casa con una stanza in più così metto tutto lì dentro e il mio caos rimane dietro un unica porta! 
Trovo anche un annuncio di una casa che vendendo la nostra riusciremmo a rimanere in pari, ma ovviamente io sono andata subito a vederla, lui non ci pensa neanche!!!

Cambio richiesta al babbo: compriamo uno scaffale capiente con ante chiuse in cui posso mettere sia scatoloni che libri da tenere in corridoio e intanto continuo a usare la scrivania dello gnomo. 
Ovviamente lui non vuole andare all'Ikea  e accampa scuse sul non avere le idee chiare su come sistemare il corridoio e che uno scaffale ingombrerebbe troppo!

lui dice prendi un ufficio in affitto da qualche parte!
Premettiamo che:
1. il lavoro che faccio è fantastico ma non guadagno tutti sti soldi da affittarmi un ufficio
2. mi serve un posto dove posso anche costruire burattini, usare colori, fare le prove dei miei spettacoli, niente di ingombrante ma di sicuro rumoroso.
3. vuoi mettere la comodità di lavorare da casa?
4. adesso non mi viene ma di sicuro c'è un 4 buon motivo per non affittare un ufficio.

Quindi? Boh!!! io intanto ho bisogno di un mio angolino, non chiedo poi molto!!!


26 giugno 2009

NASCITA E RINASCITA

A un corso di teatro sociale seguito mesi fa abbiamo fatto un esercizio molto interessante:
 Sono nato una seconda volta quando...

Voglio raccontare anche qui quello che dissi allora.

Io sono nata una seconda volta quando è nato lo gnomo. La sua nascita mi ha dato una forza e una carica emotiva che non pensavo di avere. Il mio modo di vedere il mondo e di vedermi è cambiato. 
Lo gnomo era così piccolo e indifeso ma allo stesso tempo bello, cicciotto, allegro, raramente piangente. Si è subito attaccato al seno, non ha quasi mai avuto coliche, mi ha sorriso abbastanza presto, di notte dormiva e dorme, risvegliandosi per ciucciare ma niente di drammatico. Non ho avuto nessun baby blues niente di niente. Ero troppo felice. Insomma un inizio idilliaco.
Tutto questo mi ha dato una carica enorme, mi sono sentita forte, sicura.
Tutti intorno volevano aiutarmi, frasi tipo: "Ti tengo un po' il bambino così tu fai qualcosa in casa". Ma io non sono mai stata una maniaca dell'ordine e pulire il necessario ero in grado.
"Non riuscirai subito a mettergli i pannolini lavabili, non avrai il tempo per fare le lavatrici" ma la lavatrice va' da sola io non devo accompagnarla. 

Insomma tutto è filato liscio! Ho avuto culo! Boh! Sono stata brava! modesta...

Sta di fatto che con un contratto a progetto scaduto, e quindi con nessuno stipendio a parte la maternità obbligatoria, sarei dovuta tornare a lavoro subito. Ma chi ne aveva voglia, come potevo lasciare a qualcuno quel frugoletto!

Quindi sono stata a casa con lo gnomo fino ai suoi 10 mesi.
Fortuna me lo hanno preso al nido comunale e fino all'anno ha fatto part-time. 
Io intanto mi sono lanciata, ho abbandonato il lavoro a progetto come bibliotecaria, perchè aveva degli orari non compatibili con il mio gnomo e ho deciso di provarci.

Ho preparato progetti di educazione teatrale, progetti di laboratori di burattini, ho preparato narrazioni teatrali e ho buttato giù un buon numero di proposte. Mi sono fatta un indirizzario accurato. E' ho fatto la mia prima spedizione come libera professionista.
malgrado la tempistica sbagliata, perchè ottobre non è il periodo adatto per inviare questo genere di proposte, i risultati sono stati buoni. 
E adesso che ho chiuso tutti i progetti con le scuole il bilancio è positivo. Certo si può fare di meglio. Ma non pensavo assolutamente di lavorare così e di riuscire ad avere tutti questi contatti per il prossimo anno scolastico.

Se non fosse nato mio figlio non ci avrei mai provato e forse ora sarei ancora a lavorare in biblioteca come precaria alla ricerca di un posto fisso.

Ma ora come ora questa flessibilità è un vantaggio, se non lavoro mi tengo lo gnomo a casa, a giugno gli sto di nuovo facendo fare part-time e luglio ed agosto che non lavoro andiamo al mare in sicilia dai nonni. Con un altro lavoro non avrei mai potuto farlo.

Certo i guadagno sono diversi... ma chi se ne frega... noi abbiamo uno stile di vita sobrio!!!
Sono contenta di essere nata una seconda volta...

Se qualcuna mi legge mi piacerebbe sapere quando voi siete nate una seconda volta...

25 giugno 2009

rosita in 7 punti

Rubo quest'idea a giovanemamma,
che ha un blog molto carino e per me neofita dei blog molto ben fatto!!!
Comunque l'idea è questa provare a raccontarmi in 7 punti.

* Sono mamma, e dirlo mi piace tantissimo... mi fa sentire bene. Sono una di quelle donne che quando dicono di essere mamme si sentono di avere un di più. 
inizio poco modesto, ma sarà ancora meno modesto quando dirò che il mio gnomo è adorabile, è bellissimo, simpatico, intelligente... insomma mai e poi mai avrei immaginato riuscissi a fare uno gnomo così perfetto. Diciamolo io e il babbo non siamo prorpio sti fighi! siamo svegli sì, ma di certo lui ci supera! In tutto questo ovviamente è uno gnomo viziatissimo e anarchico... e so che presto me ne pentirò amaramente. 
* Io e il babbo conviviamo da tantissimo tempo, tipo 6 anni ma non siamo sposati da nemmeno un anno. Lui è l'uomo giusto per me almeno per il momento. Però ha un grosso difetto lavora a milano ed è di bergamo!!!! Insomma dalla lombardia non si scappa!!! E questo potrebbe essere motivo di divorzio. Quando litighiamo gli dico sempre che primo o poi me ne vado dalla lombardia. Di andarcene tutti insieme non se ne parla. Perchè dove lo trovi un lavoro come a milano? e sti cazzi!
*E va bene, sogno di andar via dalla lombardia, sogno la campagna, sogno una regione in cui i paesi siano lontani tra di loro almeno 15 Km, voglio le galline, l'orto, e magari anche il mare! esagerata!!! 
*Sono siciliana, cresciuta in collina con il mare a 18 Km. amo la sicilia come tutti i siciliani che se ne vanno. ma non so se tornerei. Sono andata via troppo presto e parte di quella che sono ora lo devo ai giri per l'italia che ho fatto. Da una parte vorrei tanto dall'altra  ho paura di non poter fare ed essere quella che sono ora. Non voglio scendere a compromessi, non voglio accontentarmi!!! Se potessi avere quello che ho ora in sicilia ci tornerei subito.
*Sono anche un po' calabrese di madre, ma ecco in calabria non ci vivrei mai. quando ero piccola la rinnegavo " vuoi mettere la sicilia in confronto alla calabria"!!! Ma ora l'apprezzo ma non la amo :(
*Da ottobre faccio il lavoro che ho sempre sognato di fare: teatro educazione nelle scuole dall'infanzia fino alla secondaria. E' bello alla sera nel letto pensare al tuo lavoro con piacere, sentirsi appagati! 
*non navigo nell'oro! il lavoro è bello ma guadagno poco, speriamo che almeno il babbo continui a lavorare seriamente. Il babbo è un organizzatore musicale e la crisi inizia a sentirsi anche dalle sue parti. Incrociamo le dita...

Pensavo di non riuscire a riempirne 7 ed invece avrei bisogno di altri punti... Ma non posso scrivere tutto adesso altrimenti cosa scrivo nei prossimi post!